| TONYLIGHT | |||||||||||||||||||||||||
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| opere disponibili - available works | |||||||||||||||||||||||||
| Little Ladder | Space LED | General Electric | Solar Audio Bag | HDD | |||||||||||||||||||||
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| performances e installazioni - performances and installations | |||||||||||||||||||||||||
| L : V = LA : VA | My PVC | Anulios | |||||||||||||||||||||||
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| 8bit on the road C'era una volta il Gameboy. Piccolo e maneggevole, era uno strumento di intrattenimento nomade, che consentiva di scorrazzare per il mondo incantato dell'idraulico Super Mario mentre il nostro corpo andava alla deriva per le strade della città. Oggi il Gameboy c'è ancora: ma nonostante il maquillage che ne ha svecchiato il design, fatica a reggere il confronto i nuovi pupilli del nomadismo elettronico, dai cellulari Bluetooth allo stilosissimo iPod. Se molti ancora si ostinano a giocarvi, un gruppo compatto di appassionati si è divertito a trasformarlo in uno strumento musicale, e a strappargli una gamma ristretta di suoni acidi e minimali. Si chiama Micromusic, e nel giro di pochi anni ha guadagnato al Gameboy un angolino nei club di mezzo mondo. Ma il povero piccolo ha nostalgia della strada. Per questo Tonylight, che prima di suonarlo col suo Gameboy ci giocava, non ha avuto cuore di relegarlo a un'esistenza notturna, sottraendolo al sole e alla strada. Più che uno strumento di amplificazione portatile, la Solar Audio Bag è una filosofia di vita. A metà strada tra la logica dei Transformer e l'etica del do it yourself, la Bag è un semplice trolley che si trasforma all'occorrenza in un mezzo potente per fare musica in strada. Le sue rotelle restituiscono allo strumento la sua libertà, mentre il piccolo pannello solare gli dà un'aria simpaticamente ecologista, troppo cheap perché appaia ostentata. È tutto lì: basterà azionare una leva, modulare il volume e regolare il gain per restituire la voce elettrica del Gameboy all’universo sonoro della strada. E per tornare a scorazzare fra due mondi. Domenico Quaranta La luce sotto ogni sua forma ed aspetto racchiude tutto ciò che l'uomo può o potrebbe percepire. É qui che Antonio diventa Tonylight, alias usato per indagare i mondi della luce. Negli oggetti luminosi di Tonylight si nota una ricerca di linguaggio, nella sintesi luminosa contemporanea, volta ad individuare quelle zone d'ombra dové possibile intervenire con deboli e soffuse fonti di colore a intensità variabile. Scomponendo lo spettro del visibile si nota che le singole caratteristiche costituiscono il tuttuno. Studia e ricerca da anni la formula light box come contenitore e contenuto dove forma e funzione si uniscono per oltrepassare i tipici vincoli dualistici. Ottenendo in questo modo misteriosi box che si accendono, suonano, si muovono con i quali é possibile interagire mediante pulsanti, leve e sensori. La ricerca artistica di Tonylight esplora l’utilizzo del mezzo luminoso percorrendo differenti possibilità espressive, cogliendone impercettibili sfumature ed evidenziando le trasformazioni luce/ambiente. In alcuni casi, è la sorgente luminosa a rivendicare una sistemazione spaziale tale da consentire una sua ridefinizione all’interno dello spazio; in altri casi invece è lo spazio stesso, la sua storia e la sua natura a suggerire all’artista alcune possibilità per rivitalizzarlo tramite dispositivi luminosi. Marco Altavilla 8bit on the road |
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